Plagio nella Tesi di Laurea: Rischi, Percentuale e Come Evitarlo

In breve

  • Presentare come propria una tesi scritta da altri è un reato (Legge 475/1925): da 3 mesi a 1 anno di reclusione, almeno 6 mesi se ottieni il titolo.
  • Non esiste una percentuale fissata per legge: decide il tuo ateneo. Nella pratica spesso si considera accettabile una somiglianza sotto il 15-20%, con citazioni corrette.
  • I software antiplagio possono sbagliare: contano come plagio anche citazioni e riferimenti normativi, se non sono formattati bene.
  • Il modo più sicuro è controllare la tesi prima di consegnarla e correggere le parti segnalate.

Cosa si intende per plagio nella tesi di laurea

Per l’università il plagio è qualsiasi parte della tesi che riprende il lavoro di qualcun altro senza dichiararlo. I programmi antiplagio però non leggono le intenzioni: misurano quanto il tuo testo somiglia ad altri testi già presenti online o nei loro archivi. Per questo può risultare «plagio» anche qualcosa che non hai copiato apposta.

I casi più comuni sono:

  • frasi copiate da siti, libri, articoli o altre tesi;
  • parafrasi troppo vicine all’originale, con qualche sinonimo al posto delle parole di partenza;
  • traduzioni letterali da testi in inglese o in altre lingue;
  • citazioni senza virgolette o senza la fonte;
  • testi generati con l’intelligenza artificiale e incollati senza rielaborarli.

Cosa si rischia se la tesi è copiata

Il rischio è doppio: penale e universitario.

Sul piano penale c’è la Legge 19 aprile 1925, n. 475. L’articolo 1 punisce chi, in esami che servono a ottenere una laurea o un altro titolo, presenta come propri lavori che sono opera di altri: la reclusione va da tre mesi a un anno e non può essere inferiore a sei mesi se l’intento viene raggiunto, cioè se ti laurei con quel lavoro.

Sul piano universitario, ogni ateneo ha le sue regole: la tesi può essere respinta, la seduta di laurea rinviata e possono partire provvedimenti disciplinari. Molte università chiedono anche di firmare una dichiarazione di originalità, in cui ti assumi la responsabilità di quello che consegni.

Qual è la percentuale di plagio accettata in una tesi?

Una soglia valida per tutti non c’è. La legge non la fissa, e ogni ateneo, o a volte ogni relatore, decide quale percentuale di somiglianza è accettabile. Nella pratica spesso si considera sicura una percentuale sotto il 15-20%, purché le parti simili siano citazioni corrette con virgolette e fonte.

Conta anche dove sta la somiglianza: il 10% concentrato in un unico capitolo copiato pesa molto di più del 10% sparso in citazioni, bibliografia e definizioni standard. Il relatore guarda il report, non solo il numero.

Come funzionano i programmi antiplagio

Le università usano software come Turnitin e Compilatio. Confrontano la tua tesi con pagine web, pubblicazioni e tesi già consegnate, e restituiscono un report con la percentuale di somiglianza e le frasi coinvolte, ognuna collegata alla fonte trovata. Le versioni più recenti segnalano anche le parti che sembrano scritte con l’intelligenza artificiale.

Gli studenti di solito non hanno accesso allo stesso programma dell’università. Per controllare la tesi prima della consegna si usano servizi antiplagio aperti agli studenti, come Plagio Scanner o Zero Plagio.

Come leggere il report antiplagio

Il report mostra una percentuale complessiva di similitudine e, sotto, le frasi evidenziate con la fonte trovata. Guarda prima le fonti con la percentuale più alta: se sono citazioni con virgolette o la tua bibliografia, di solito non sono un problema. Se invece sono interi paragrafi presi da un sito o da un’altra tesi, vanno riscritti.

Quando l’antiplagio sbaglia: il caso dell’Università della Calabria

Nell’aprile 2018 una studentessa di Giurisprudenza dell’Unical si è vista sospendere la seduta di laurea perché il software antiplagio (Compilatio) aveva trovato una corrispondenza del 96% con un’altra tesi. Circa un anno dopo la Procura ha archiviato il caso: la tesi era originale. Il programma aveva contato come plagio le citazioni di leggi e sentenze, che in una tesi di diritto sono inevitabilmente uguali in tutti i lavori (Il Quotidiano del Sud).

La lezione è semplice: la percentuale da sola non prova niente, ma può bloccarti la laurea finché qualcuno non verifica. Meglio scoprire queste somiglianze prima del relatore, e sistemare la formattazione delle citazioni.

Citazione o plagio: dov’è la differenza

Citare è lecito, anzi necessario. Una citazione è corretta quando il testo ripreso è tra virgolette, l’autore e la fonte sono indicati in nota o in bibliografia, e la citazione serve al tuo ragionamento invece di sostituirlo. Diventa plagio quando l’idea o le parole di un altro vengono presentate come tue, anche solo per una dimenticanza.

Come evitare il plagio nella tesi

  • Prendi appunti con le tue parole e segna subito la fonte di ogni idea.
  • Usa le virgolette per ogni frase ripresa testualmente, con il riferimento in nota.
  • Segui lo stile di citazione richiesto dal tuo ateneo, uguale in tutta la tesi.
  • Non tradurre parola per parola: riassumi e commenta.
  • Se usi l’intelligenza artificiale, rielabora tutto con il tuo stile e verifica ogni informazione.
  • Prima della consegna fai un controllo antiplagio e correggi le parti segnalate.

Domande frequenti sul plagio nella tesi

Le università controllano il plagio?

Sì, molti atenei italiani controllano le tesi con un software antiplagio prima della seduta di laurea, e il relatore riceve il report.

Copiare la tesi è reato?

Sì. La Legge 475/1925 punisce chi presenta come proprio il lavoro di altri in un esame per ottenere un titolo, con la reclusione da tre mesi a un anno.

Le citazioni contano nella percentuale di plagio?

Spesso sì: molti software le includono nel calcolo. Se sono tra virgolette e con la fonte, il relatore le riconosce leggendo il report. Il problema nasce quando sono formattate male.

Il software antiplagio riconosce ChatGPT?

I programmi usati dalle università, come Turnitin, segnalano anche il testo che sembra generato dall’intelligenza artificiale. Ne parliamo nella pagina su tesi e ChatGPT.

Cosa faccio se la percentuale è troppo alta?

Parti dal report: correggi prima le citazioni formattate male, poi riscrivi con parole tue le parti davvero troppo simili alla fonte. Se ti serve aiuto, abbiamo un servizio di rimozione del plagio.

Chi siamo

AiutoTesi24 aiuta gli studenti di tutta Italia a laurearsi dal 2012. Nel nostro gruppo collaborano più di 100 tutor, ognuno con la sua materia di specializzazione: dall’economia alla medicina, dal marketing alla psicologia. Così ogni studente è seguito da un esperto dell’argomento della sua tesi. Scopri chi siamo.

Hai paura che ci sia del plagio nella tua tesi?

Pensi di aver copiato troppo nella tua tesi?

Potrebbero esserci delle frasi che sono troppo simili a qualche testo che hai studiato?

Hai paura di chiedere aiuto al tuo relatore?

Non sai come fare per usare un programma antiplagio e capire davvero cosa si trova nel report?

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